progetto educativo

  1. Premessa 

1.1 Il Gruppo Sportivo Oratoriano San Carlo, costituito legalmente come associazione sportiva dilettantistica, nasce nel 1990 nel contesto della comunità parrocchiale di San Carlo in Seregno, con lo scopo di trasmettere ai più giovani la passione per lo sport e offrire loro un contesto educativo volto alla maturazione umana e cristiana attraverso l’attività ludico-sportiva proposta. Lo stesso Statuto dell’associazione manifesta esplicitamente il legame con la realtà educativa della Parrocchia: «L’associazione fa riferimento alla realtà educativa della parrocchia di San Carlo in Seregno» (cfr. art. 2). Tale legame implica un compito non meramente ludico dell’associazione, bensì coinvolge tutti i suoi membri in una corresponsabilità educativa nei confronti dei ragazzi loro affidati. Dalla condivisione di tale responsabilità nasce l’esigenza di un progetto educativo volto ad individuare obiettivi e criteri di verifica ben precisi che consentano a tutti gli educatori volontari del gruppo sportivo di svolgere il loro compito in un autentico spirito di servizio finalizzato alla cura e alla crescita dei giovani. L’associazione sportiva dilettantistica G.S.O. San Carlo è affiliata al C.S.I., il Centro Sportivo Italiano, ente di promozione sportiva riconosciuto dal CONI, che ha per motto “educare attraverso lo sport” e anche “una società sportiva in ogni oratorio”, con oltre un milione di tesserati in Italia. L’associazione sportiva dilettantistica G.S.O. San Carlo adotta e promuove il manifesto dello sport educativo divulgato dall’ufficio dello sport della C.E.I. in accordo con le più importanti organizzazioni cattoliche che si occupano di sport. Il manifesto dello sport educativo è in calce al presente progetto educativo. L’associazione sportiva dilettantistica G.S.O. San Carlo sente di condividere le parole di Papa Francesco “Lo sport è una strada educativa. Io trovo tre strade, per i giovani, per i ragazzi, per i bambini. La strada dell’educazione, la strada dello sport e la strada del lavoro, cioè che ci siano posti di lavoro all’inizio della vita giovanile! Se ci sono queste tre strade, io vi assicuro che non ci saranno le dipendenze: niente droga, niente alcol. Perché? Perché la scuola ti porta avanti, lo sport ti porta avanti e il lavoro ti porta avanti. Non dimenticate questo. A voi, sportivi, a voi, dirigenti, e anche a voi, uomini e donne della politica: educazione, sport e posti di lavoro! … Tante delle società sportive sono nate e vivono “all’ombra del campanile”, negli oratori, con i preti, con le suore. E’ bello quando in parrocchia c’è il gruppo sportivo, e se non c’è un gruppo sportivo in parrocchia, manca qualcosa.” 

1.2 Il 47° Sinodo Diocesano stabilisce che «La pratica sportiva può assumere una rilevante valenza pedagogica se intesa correttamente e non ridotta a fatto agonistico o a semplice riempitivo del tempo libero. Significativi elementi educativi dello sport possono essere individuati nel campo dello sviluppo psicofisico e delle relazioni interpersonali, nei comportamenti che chiedono sacrificio di sé, lealtà, autocontrollo, perseveranza nel raggiungere un obiettivo, nella gratuità e nel disinteresse di chi coglie nello sport un’occasione per migliorare sé e gli altri. In questa prospettiva l’oratorio promuove l’attività sportiva come un servizio alla vita dei ragazzi e dei giovani, nell’ambito dell’attenzione che la chiesa ambrosiana riserva allo sport. L’educazione attraverso lo sport, proposta non solo ai ragazzi, ma anche alle ragazze, preveda strutture adeguate alle differenti esigenze» (Sinodo 47°, n.228, §1). 

1.3 Poiché il fine ultimo dell’associazione sportiva dilettantistica G.S.O. San Carlo non è semplicemente quello di organizzare attività sportive, bensì quello di educare in un contesto ben preciso (ovvero quello promosso dalla parrocchia), il presente progetto educativo si configura come lo strumento cui tutti i membri dell’associazione dovranno attenersi per il raggiungimento di tale fine. Sempre il 47° Sinodo Diocesano ammonisce a questo proposito: «L’oratorio affida questo compito agli animatori sportivi che hanno il serio impegno di conoscere e condividere il progetto educativo e di applicarlo a questa attività senza isolarla dalle altre» (Sinodo 47°, n.228, §2). 

1.4 Pur essendo una persona giuridica differente rispetto alla parrocchia, l’associazione sportiva dilettantistica G.S.O. San Carlo si riconosce e viene riconosciuta come una realtà educativa pienamente integrata nell’oratorio ed equiparata ad esso. Per tale motivo le linee educative cui l’associazione è chiamata ad attenersi vengono convenute con l’oratorio stesso attraverso il presente progetto educativo. Pertanto non potranno esistere comportamenti e/o atteggiamenti di membri dell’associazione stessa contrari a quelli stabiliti dall’oratorio ed esplicitati nel presente progetto. 

1.5 L’oratorio «è una comunità che educa all’integrazione fede-vita, grazie al servizio di una comunità di educatori, in comunione di responsabilità e di collaborazione con tutti gli adulti. Il metodo dell’oratorio (o il suo stile) è quello dell’animazione che consiste nel chiamare i ragazzi a partecipare a proposte educative che partono dai loro interessi e dai loro bisogni» (C.M. MARTINI, Itinerari educativi, n. 68). Il medesimo scopo, ovvero l’integrazione fede-vita dei più giovani, è quello che l’associazione sportiva dilettantistica G.S.O. San Carlo è chiamata a condividere e perseguire.

  1. Obiettivi 

2.1 Come riportato negli scopi già citati nella premessa, il gruppo sportivo si vuole impegnare ad offrire un canale dove si possa educare i ragazzi ed aiutarli nella loro formazione, sviluppando in loro un equilibrio personale e l’acquisizione della padronanza nelle relazioni con gli altri. Questa precisazione ci permette di definire il ruolo che il gruppo vuole avere all’interno dell’oratorio San Carlo e cioè quello di utilizzare l’attività sportiva, che sempre affascina i ragazzi, non come obiettivo ma come mezzo per un fine più alto. Ciò lo qualifica non solo come una società sportiva attenta ai risultati e alle classifiche ma anche e soprattutto come un gruppo che valorizzi i ragazzi come persone in quanto tali e che aiuti le famiglie nel difficile ruolo educativo.Alcuni elementi generali inquadrano gli obiettivi cui è volta l’attività educativa proposta dall’oratorio attraverso il lavoro dell’associazione sportiva dilettantistica G.S.O. San Carlo: 

2.2 Equilibrio con sé stessi Il primo obiettivo generale che l’attività educativa dell’oratorio propone ai ragazzi è arrivare ad un sano equilibrio con sé stessi. Oltre all’educazione cristiana dei giovani, il compito educativo di un oratorio prevede anche la promozione di una loro crescita umana, ovvero aiutare i giovani a maturare una umanità autentica e pienamente responsabile nei confronti di sé stessi e delle persone che ci circondano. Il presente progetto educativo individua alcuni elementi che ritiene imprescindibili per un buon equilibrio con sé stessi: 

  1. Lealtà Si intende aiutare i ragazzi ad avere un comportamento leale in campo e fuori. Un ragazzo leale si qualifica come riferimento per la squadra, come esempio da imitare, come persona che merita la fiducia degli altri. 
  2. Attenzione al proprio corpo Fare dello sport significa abituare il proprio corpo ad avere una condizione fisica perfetta per essere sempre pronti a dare il massimo di sé stessi e raggiungere un buon risultato durante una gara. I ragazzi dovranno quindi essere aiutati a curare la loro preparazione atletica, ma soprattutto a curare il proprio corpo, per tutto ciò che riguarda, per esempio, l’alimentazione, l’attività e il riposo. 
  3. Padronanza del linguaggio Partendo dal presupposto che la statura di un uomo si misura dal mento in su e non viceversa, tentare di far acquisire una padronanza del proprio linguaggio sembra importante per scoprire che esprimersi in modi scorretti non aiuta a vivere bene e non aggiunge centimetri alla propria altezza. 
  4. Impegno Come per il rispetto del proprio corpo l’impegno personale è importante per il raggiungimento di qualsiasi meta. A volte l’esito di una partita è condizionato dalla sorte – in quanto anche lo sport è un gioco – ma la certezza è che l’impegno e la costanza di ognuno siano il trampolino di lancio per raggiungere risultati anche agonistici. 
  5. Competenza Si potrebbe discutere per ore se campioni si nasce o si diventa! Ma un modo comunque per provare a diventare protagonisti è quello di acquisire quella competenza necessaria per sapere come sbrigarsela in ogni situazione. Tutti i punti citati dovrebbero permettere di raggiungere un equilibrio personale e di credere nelle proprie capacità, divenendo quindi autosufficienti e sicuri. 

2.3 Equilibrio con gli altri

Poiché non viviamo come isole ma in un contesto comunitario e sociale, la relazione con gli altri è parte integrante della vita di ciascun giovane. Il secondo obiettivo generale che il presente progetto educativo si prefigge è volto ad insegnare ai ragazzi come gestire e vivere i rapporti con i coetanei, gli adulti e il mondo che li circonda. A questo proposito vengono individuati i seguenti ambiti educativi: 

  1. Competitività Non esiste sport dove non ci sia un vincente e un perdente o un migliore e un peggiore. Ma i migliori o i vincenti dovranno essere solo coloro che nel rispetto delle regole abbiano fatto del loro meglio compatibilmente con le proprie capacità e le forze in atto. Educare alla sana competitività risulterà una meta importante. 
  2. Spirito di squadra Incrementare e favorire le relazioni tra i ragazzi della stessa età utilizzando uno spazio come quello dell’oratorio per fare aggregazione sfruttando i momenti di incontro come occasioni educative. 
  3. Rispetto degli altri Le immagini alla televisione mostrano uno sport ricco di violenze e scontri fisici come se il giocatore della squadra avversaria non sia un compagno di gioco bensì un nemico! L’impegno deve essere quello di capovolgere questa identificazione della squadra ospite. Chi gioca bene ed è un vero campione, per sconfiggere l’avversario non ha bisogno d’altro che della sua competenza e del suo impegno. 
  4. Rispetto degli ambienti La corresponsabilità nella gestione degli spazi utilizzati per l’esercizio sportivo risulterà fondamentale per comprendere il valore delle cose che abbiamo e che ci sono state affidate. 

2.4 Questo quadro di obiettivi generali, che l’associazione sportiva dilettantistica G.S.O. San Carlo si propone, costituisce lo sfondo generale entro cui le singole determinazioni educative particolari si inseriscono costituendosi quali risoluzione concreta e operativa di tali obiettivi. 

  1. Consiglio direttivo 

3.1 Il consiglio direttivo è l’organo deputato all’amministrazione dell’associazione sportiva dilettantistica G.S.O. San Carlo, secondo quanto stabilito dall’articolo 13 dello Statuto dell’associazione medesima.

3.2 Le cariche del consiglio direttivo sono: presidente, vice-presidente, direttore sportivo, direttore amministrativo e segretario. 

3.3 Oltre ai compiti che gli sono propri, il consiglio direttivo condivide pienamente la responsabilità educativa dei più giovani in piena comunione con il sacerdote responsabile della parrocchia San Carlo e con tutta la comunità educante della stessa. Al consiglio direttivo dell’associazione sportiva dilettantistica G.S.O. San Carlo spetta il compito di condurre l’associazione stessa secondo le normative civili, amministrative e fiscali in vigore. Ad esso spetta inoltre il compito di vigilare attentamente affinché il presente progetto educativo sia accolto, condiviso e messo in pratica da tutti i componenti dell’associazione sportiva. Durante le riunioni, oltre all’organizzazione delle attività previste dall’associazione, il consiglio direttivo si adopera per una verifica costante dell’attuazione del progetto educativo e rende conto al sacerdote responsabile della parrocchia San Carlo di tali verifiche. 

3.4 In modo particolare l’attenzione è rivolta ai seguenti punti:  

-Concordare il calendario degli allenamenti e delle partite con le attività che la Parrocchia promuove per i ragazzi in modo tale da evitare indebite sovrapposizioni.  

-Organizzare e curare la formazione dei dirigenti e degli allenatori come dal punto 4. del presente progetto educativo.  

-Verificare periodicamente con gli allenatori la condivisione e l’attuazione del presente progetto educativo.  

-Vigilare costantemente affinché le attività proprie dell’associazione sportiva dilettantistica G.S.O. San Carlo non perdano il riferimento fondamentale al contesto educativo cristiano proposto dalla parrocchia.  

-Mantenere una relazione educativa anche nei confronti delle famiglie dei ragazzi, in modo tale che ciascuno si possa sentire accolto e coinvolto, non solo nelle attività sportive proposte dall’associazione ma anche dalle attività e dalle iniziative proposte dalla parrocchia. 

L’attenzione e la cura di questi elementi è imprescindibile affinché il consiglio direttivo possa attuare il compito educativo a lui demandato: essere il punto di congiunzione tra la realtà sportiva propria dell’associazione e la realtà educativa e aggregativa proposta dalla parrocchia. 

  1. Dirigenti ed allenatori 

4.1 L’associazione sportiva dilettantistica G.S.O. San Carlo, e insieme ad essa la stessa parrocchia di San Carlo, riconosce a coloro che al suo interno svolgono il servizio di dirigenti e allenatori delle squadre di calcio, pallavolo e karate il ruolo non di semplici operatori sportivi, ma di veri e propri educatori dei ragazzi loro affidati. Pur servendosi dello sport come strumento loro proprio, la finalità educativa loro affidata è la medesima che la parrocchia riconosce ai catechisti e agli educatori dell’oratorio: accompagnare i ragazzi nella crescita e nella loro maturazione umana e cristiana.I dirigenti e gli allenatori, in piena comunione con il consiglio direttivo e il sacerdote responsabile educativo della parrocchia, fanno parte a tutti gli effetti di quella comunità educante che si assume il compito educativo all’interno della comunità cristiana. Per questo motivo è richiesto a coloro che intendono assumere tale incarico non solo semplicemente una buona conoscenza tecnica sportiva ma una autentica capacità educativa e una adeguata coerenza al ruolo che ricoprono. 

4.2 E’ innanzitutto di fondamentale importanza la formazione personale degli allenatori e dei dirigenti, in quanto nessuno si improvvisa educatore. Il sinodo diocesano stabilisce, a questo proposito, che «La loro formazione va curata in modo specifico» (Sinodo 47°, n.228, §2). E’ compito del consiglio direttivo proporre in ogni anno sportivo adeguati incontri formativi agli allenatori e ai dirigenti in conformità alle proposte avanzate a tale riguardo dal C.S.I. e dalla pastorale giovanile, decanale e/o cittadina. Nessuno che viva seriamente tale incarico educativo può sentirsi esentato o dispensato da tale formazione. A maggior ragione coloro che daranno la propria disponibilità in qualità di neo allenatori o dirigenti, non potranno assumere tale ruolo in modo effettivo se non dopo aver partecipato agli appositi incontri formativi proposti dal C.S.I. E’ compito e responsabilità del consiglio direttivo verificare che tutti coloro che ricoprono un ruolo educativo all’interno dell’associazione sportiva dilettantistica G.S.O. San Carlo vivano seriamente e con costanza la formazione iniziale e la formazione permanente loro proposta. 

4.3 Ciascun allenatore e dirigente dovrà pertanto condividere pienamente il presente progetto educativo e tutte le determinazioni concrete che da esso scaturiscono, impegnandosi a fondo affinché le linee stabilite vengano seguite e messe in pratica dagli atleti loro affidati. Qualora questo non avvenga è compito del consiglio direttivo richiamare gli inadempienti alla loro funzione educativa ed eventualmente esonerarli dal loro incarico qualora persistano a non viverlo conformemente a quanto qui stabilito. Poiché la finalità educativa generale di una parrocchia è volta alla maturazione umana e cristiana dei più giovani, oltre alle doti umane fondamentali è richiesto a coloro che intendono assumere il compito di allenatori e dirigenti nell’associazione sportiva dilettantistica G.S.O. San Carlo anche l’impegno di testimonianza cristiana proprio di un educatore alla fede. A titolo esemplificativo, segni di testimonianza cristiana non indifferente possono essere messi in pratica promuovendo brevi momenti di preghiera (anche solo un segno della croce) prima degli allenamenti o delle partite e ritrovarsi insieme ai propri ragazzi per partecipare “in squadra” alla celebrazione eucaristica domenicale. 

4.4 Infine, poiché l’educazione dei più giovani è sempre un lavoro di rete, sono necessari la comunicazione e il confronto costante tra dirigenti, allenatori, consiglio direttivo e sacerdote responsabile della Parrocchia in tutto ciò che riguarda eventuali problematiche educative che dovessero emergere relativamente sia alla squadra che ai singoli atleti.

  1. Atleti

 5.1 Gli atleti sono il centro e l’essenza del presente progetto educativo, in quanto ciascuno di loro è considerato il soggetto cui si rivolge lo sforzo educativo di tutta l’associazione sportiva dilettantistica G.S.O. San Carlo. Lo scopo dell’associazione non è infatti la creazione di campioni sportivi, quanto piuttosto la costruzione di un gruppo di ragazzi, senza distinzione di religione o condizione sociale, in cui i più dotati e i meno dotati nell’attività sportiva possano trovare accoglienza, formazione, condivisione in uno spirito di autentica amicizia basata sui valori cristiani. Uno slogan capace di riassumere il percorso sportivo che l’oratorio San Carlo propone attraverso le attività dell’associazione sportiva dilettantistica G.S.O. San Carlo potrebbe essere sintetizzato in queste parole: «vado in oratorio per fare attività sportiva… e resto in oratorio per educare attraverso lo sport». La richiesta di attività ludico sportive è spesso il primo approccio che i ragazzi e le loro famiglie pongono all’oratorio riconosciuto come luogo di legame sociale dove condividere amicizie, attività, esercizio fisico e sportivo. La Parrocchia assume e fa propria questa domanda iniziale delle famiglie proponendo non semplicemente attività ricreative, ma portando avanti la responsabilità educativa che le è propria anche attraverso tali attività ludico sportive. Di questa coscienza educativa l’associazione sportiva dilettantistica G.S.O. San Carlo si fa carico in piena corresponsabilità, impegnandosi a proporre ai propri atleti un percorso educativo che li accompagni nell’arco della loro crescita aiutandoli a conoscere e condividere gli obiettivi di crescita umana e cristiana proposti dalla parrocchia. Gli atleti saranno così accompagnati fino all’età adulta, con lo scopo di farli sentire sempre più accolti e protagonisti dell’oratorio fino eventualmente a diventarne indispensabili collaboratori al termine del percorso educativo. 

5.1.1. I primi passi (fascia baby) Ai bambini più piccoli che si avvicinano alle attività ludico sportive proposte dall’associazione sportiva dilettantistica G.S.O. San Carlo, non proponiamo un’attività agonistica esasperata volta al conseguimento immediato di eccellenti risultati sportivi. L’obiettivo primario è quello di favorire un clima di amicizia, di gioco, di condivisione che consenta di superare gli individualismi favorendo così la formazione di un vero spirito di squadra. Per raggiungerlo è fondamentale l’apprendimento di poche e semplici cose che riteniamo di fondamentale importanza nella quotidianità: l’ordine e la cura per il materiale sportivo, il proprio e quello messo a disposizione dalla società, il rispetto e la stima reciproca nei confronti dei propri compagni di squadra, l’attenzione nell’adempimento degli orari e degli appuntamenti fissati per gli allenamenti o le partite. Insieme a questi temi di maturazione e crescita umana, vengono insegnate loro le prime regole tecniche degli sport praticati, nella piena consapevolezza che il metodo educativo perseguito passa attraverso la pratica sportiva propria della stessa associazione.

5.1.2. La fase della crescita (fascia medium) Si rivolge ai bambini degli ultimi anni della scuola primaria e dei primi della scuola secondaria di primo grado. Sono gli anni caratterizzati dall’emergenza del carattere e da un più spiccato senso della competizione. In questo orizzonte di crescita gli obiettivi sono innanzitutto la padronanza del linguaggio e delle azioni. Nel contesto culturale in cui la volgarità della parola e l’arroganza dell’agire illudono di aver raggiunto una maturità, cerchiamo di insegnare ai nostri atleti che “grande” non è chi si atteggia a bullo o chi prevarica sull’altro, ma chi accetta la sfida di vivere in un cammino di autenticità umana: uomo non diventa chi cerca di sembrarlo, ma chi vuole esserlo davvero. Allo spirito di competizione caratteristico di questa fase della crescita viene dato giusto ma relativo valore: giusto in quanto ogni pratica sportiva è intrinsecamente competitiva (si gioca per ottenere risultati di vittoria) e i buoni risultati sportivi non possono che favorire un’adeguata autostima personale di squadra; relativo in quanto la vittoria deve essere ottenuta attraverso la lealtà, la correttezza nel gioco, il rispetto della squadra avversaria. Educare una squadra a vincere significa anche insegnarle a perdere, ma sempre con dignità e con la consapevolezza di aver comunque adempiuto al proprio dovere. Questa fase della crescita dei ragazzi è altresì caratterizzata dalle importanti tappe della ricezione dei sacramenti dell’iniziazione cristiana: in tutti i modi si cerca di favorire, incoraggiare e promuovere la loro partecipazione alle iniziative educative che la parrocchia propone loro. 

5.1.3. Verso la giovinezza (fascia senior) E’ la fascia d’età comprendente gli ultimi anni della scuola secondaria di primo grado e le primi classi della scuola secondaria di secondo grado. Riconosciamo in questa fase della crescita l’età più complessa: l’ingresso nell’adolescenza è spesso accompagnato dall’abbandono dello sport, del cammino di fede e della stessa realtà oratoriana. Non solo, ma proprio in questo momento della crescita, amicizie sbagliate possono pregiudicare l’intero cammino educativo rivolto ai ragazzi. E’ necessario pertanto favorire ancora di più un clima di amicizia e di coesione che non si fermi unicamente alla realtà sportiva, ma che possa sfociare in modo ancor più rilevante nella realtà oratoriana. Per questo favoriamo e proponiamo momenti aggregativi (in collaborazione con le realtà educative parrocchiali e cittadine degli oratori) che permettano ai ragazzi di vivere l’oratorio come la propria casa sentendosi accolti e protagonisti di questo ambiente. In modo particolare, con l’inizio delle scuole superiori, si fa in modo di incentivarne il ruolo di animatori, magari chiedendo loro di impegnarsi al servizio dei più piccoli nell’ambito proprio della associazione sportiva dilettantistica G.S.O. San Carlo. 

5.1.4. Gli anni della giovinezza Con la conclusione delle scuole superiori, si ritiene concluso il percorso educativo che l’associazione sportiva dilettantistica G.S.O. San Carlo propone ai suoi atleti. In quest’ultimo tratto del cammino possono emergere coloro che scelgono di diventare educatori all’interno dell’oratorio o della stessa associazione sportiva dilettantistica G.S.O. San Carlo. Esclusivamente per costoro si può prevedere un percorso privilegiato che consenta di continuare l’attività sportiva nelle categorie open a titolo del tutto gratuito. 

  1. Genitori 

6.1. Ai genitori viene consegnata una copia del presente progetto educativo affinché ne prendano atto e siano ben consapevoli del contesto in cui i propri figli sono accolti che non è un semplice “parcheggio” ma un luogo che avrà, per i motivi sopra rappresentati, un’influenza importante sul loro sviluppo psicofisico, basata su valori cristiani. 

6.2. L’associazione sportiva dilettantistica G.S.O. San Carlo considera i genitori dei propri piccoli atleti una risorsa e non un intralcio. Nella consapevolezza che il rapporto con i genitori è molto delicato in quanto mette in campo una serie di problematiche talvolta difficili da gestire quali le richieste legate agli orari di allenamenti e partite, il tifo eccessivo, la pressione per trattamenti particolari, in ambito talvolta di separazione o assenza, viene incoraggiata la partecipazione attiva dei genitori stessi perché offre loro la possibilità di incrementare il dialogo con i propri figli, di gioire per loro e con loro, di accettare l’aumento progressivo della loro autonomia. 

6.3. L’associazione sportiva dilettantistica G.S.O. San Carlo, ben sapendo che una collaborazione intelligente contribuisce a risolvere tutti i problemi, si impegna ad offrire ai genitori un’alleanza che prevede l’ascolto di esigenze e problematiche particolari, tenendo conto di suggerimenti e consigli, e la comunicazione riguardo le finalità della società, l’organizzazione della squadra, i ruoli e le responsabilità dei dirigenti, il calendario degli impegni, l’aggiornamento sui progressi del proprio figlio nell’ambito di obiettivi realistici prefissati. Ai genitori viene invece chiesto di rispettare il lavoro specifico di allenatori e dirigenti svolto nell’interesse della squadra e non intromettersi nello stesso, di non sovraccaricare il proprio figlio con aspettative esagerate ma attendere i suoi tempi, di condividere le regole e, per chi desideri rendersi disponibile, è prevista l’assegnazione di piccole incombenze concrete operative, al servizio della crescita della squadra, quali ad esempio l’accompagnamento degli atleti alle partite in trasferta. Ai genitori viene altresì richiesto di favorire ed incoraggiare la partecipazione del proprio figlio alle attività organizzate per lui dall’oratorio. 

  1. Conclusioni 

7.1. L’associazione sportiva dilettantistica G.S.O. San Carlo ha raggiunto con la stagione sportiva 2015/2016 il venticinquesimo anno di attività. E’ un traguardo importante perché significa che il lavoro fatto è stato apprezzato dalla comunità parrocchiale di San Carlo in cui la società è inserita. Il traguardo, che normalmente è un punto di arrivo, vuole qui invece essere un punto di partenza con l’ausilio di questo nuovo progetto educativo che condensa in sé l’esperienza dei molti anni di lavoro con i ragazzi e con l’oratorio e che riporta obiettivi ambiziosi. Nulla che non si possa fare con la condivisione e la collaborazione tra oratorio, gruppo sportivo, genitori e ragazzi.

MANIFESTO DELLO SPORT EDUCATIVO 

Nel solco della presenza dei Cattolici nella società italiana e alla luce dell’alto Magistero della Chiesa, riconosciamo nell’esperienza sportiva una grande risorsa educativa a disposizione della persona umana e della collettività. Lo sport è un bene educativo di cui nessun ragazzo dovrebbe fare a meno (Pio XII). Milioni di ragazzi sono cresciuti e sono diventati adulti e bravi cittadini giocando e praticando. Sappiamo che sono possibili tanti modi di concepire, organizzare e vivere la pratica sportiva. 

  1. A noi interessa uno sport per l’uomo aperto all’Assoluto, uno sport che sappia educare ai fondamenti etici della vita e consideri la persona nella sua dimensione unitaria: corpo, anima, spirito. 
  1. Ci riconosciamo nelle parole del Beato Giovanni Paolo II :«Grande importanza assume oggi la pratica sportiva, perché può favorire l’affermarsi nei giovani di valori importanti quali la lealtà, la perseveranza, l’amicizia, la condivisione, la solidarietà». (dall’Omelia per il giubileo dello sportivo del 2000) 
  1. Noi riteniamo che lo sport non debba essere asservito alle logiche del mercato e della finanza, basato sull’arroganza dei “cattivi maestri”, sulla selezione dei più forti a scapito di uno sport per tutti, sull’illegalità, sull’uso di sostanze dopanti e che propone modelli e stili di vita centrati sull’egoismo, l’individualismo e il consumismo. 
  1. Siamo convinti che è possibile affrontare attraverso lo sport la “sfida educativa” agendo con intenzionalità per il raggiungimento di valori, capacità personali, bagagli esperienziali, tradizioni culturali, sensibilità spirituali che sono la storia ed il presente delle nostre associazioni. 
  1. Noi crediamo che «l’attività sportiva rientra tra i mezzi che concorrono allo sviluppo armonico della persona ed al suo perfezionamento morale» (Benedetto XVI ai maestri di sci, 2010). Pertanto riteniamo necessario promuovere una rigenerazione della cultura sportiva che: − le restituisca la sua funzione educativa, ludica, ricreativa e la sua dignità culturale e civile; − risvegli negli operatori sportivi l’intenzionalità educativa attraverso un modello pedagogico attento ai “segni dei tempi” e sappia mettere la persona al di sopra dell’organizzazione, al di sopra dello spettacolo e al di sopra dei trofei; − investa nella formazione permanente degli educatori ( allenatori, animatori, istruttori, dirigenti sportivi, arbitri, giudici di gara, operatori): solo una rigorosa formazione degli educatori, in tutti i loro ruoli, è condizione preliminare per conferire qualità umana, tecnica ed educativa all’esperienza sportiva; − solleciti le nostre associazioni (società sportiva, gruppo sportivo, circolo sportivo parrocchiale, circolo sportivo scolastico, palestra) ad essere sempre più un’esperienza formativa permanente: la dimensione associativa dello sport costituisce infatti un’importante risorsa di relazione e interazione sociale, una preziosa esperienza di educazione alla democrazia, alla partecipazione, alla corresponsabilità e all’esercizio di cittadinanza attiva e responsabile; − renda la comunità educante (famiglia, parrocchia, oratorio, scuola) protagonista nel trasformare gli spazi sportivi (campo sportivo, stadio, palestra, spogliatoio, strada piazza) in luoghi educativi sempre più accoglienti, propositivi e alternativi allo sfogo della violenza distruttiva. Ma, soprattutto, siano luoghi simbolici, fortemente attrattivi, luoghi di azione pedagogica, spazi di inclusione e di integrazione, in cui è possibile relazionarsi con gli altri e con il proprio territorio. 
  1. Siamo convinti che l’intenzionalità educativa necessiti di un modello operativo capace di rendere chiara, definita e riconoscibile la relazione tra i diversi soggetti avendo come obiettivo la crescita integrale della persona. Sono cinque le azioni fondamentali per educare con lo sport: 
  • Costruire alleanze educative con tutti coloro che afferiscono ai medesimi ragazzi e giovani: innanzi tutto la famiglia, ma anche la parrocchia/oratorio e la scuola.  Progettare percorsi educativi nello sport, perché il fatto educativo ha bisogno di consapevolezza e condivisione tra i diversi soggetti educativi: definire i “perché” delle scelte, gli obiettivi che si intendono raggiungere nel corso dell’anno, i criteri che permettono di distinguere un’impostazione corretta da una non corretta, gli atteggiamenti che ne favoriscono il raggiungimento quali 

‐ Accogliere: accettare l’altro, riconoscerlo per quello che è, rispettarlo, dargli attenzione, ascoltarlo, valorizzarlo, usargli discrezione, renderlo protagonista della propria crescita e del proprio futuro. 

‐ Orientare: è una questione di cuore e per educare con lo sport vogliamo superare la logica del risultato e aiutare a progettare la vita con fiducia e responsabilità. 

‐ Accompagnare: è compito degli adulti mettersi accanto alle giovani generazioni, camminare insieme, essere presenti in maniera discreta e autorevole, nel silenzio e nell’ascolto, per offrire fiducia esercitando la difficile arte della testimonianza. 

‐ Dare speranza: quando gli altri si rassegnano i cristiani non fuggono dalla responsabilità e indicano quella “carità educativa” che si chiama “speranza”. Educare alla speranza nello sport significherà proclamare con i segni, le opere, i fatti la verità sull’uomo e sulla vita: 

  • Organizzare incontri di studio e confronto per favorire la conoscenza e la diffusione dei valori dello sport e della loro valenza educativa. 
  • Allenare a vivere la vita, valorizzando le potenzialità educative insite nella pratica sportiva in tutte le sue fasi, in campo e fuori campo. 
  • Valutare, singolarmente e in gruppo, quanto è stato fatto, in modo da avere elementi concreti per una positiva ripresa del cammino educativo. 
  1. Confermati dalle parole del Santo Padre Benedetto XVI: “Lo sport possiede un notevole potenziale educativo soprattutto in ambito giovanile e, per questo, occupa grande rilievo non solo nell’impiego del tempo libero, ma anche nella formazione della persona. Praticato con passione e vigile senso etico, specialmente per la gioventù, diventa palestra di un sano agonismo e di perfezionamento fisico, scuola di formazione ai valori umani e spirituali, mezzo privilegiato di crescita personale e di contatto con la società”